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"Copia Originale", senza infamia e con qualche lode

Può una scrittrice vantare un libro inserito nell’elenco dei bestseller del New York Times e cadere in disgrazia? La risposta è un nome, Lee Israel.

Siamo negli Anni 90, Israel vive in un appartamento di New York in condizioni terribili, tra mosche e feci del suo gatto sotto il letto. Ha il classico “blocco dello scrittore”. Per caso trova in un vecchio libro una lettera originale di Fanny Bryce e le viene un’idea geniale per sbancare il lunario: falsificare lettere di celebrità del passato.

Come in ogni storia che merita di essere raccontata, Israel non si accontenta di mettere a segno qualche “colpo”, ma riuscirà a venderne più di 400. Inutile dirvi che tutto questo attirerà l’attenzione dell’FBI.

Il film è tratto dalla biografia della stessa Israel. Concluso “l’avventura criminale”. aveva deciso di farne un libro, che lei definisce “il miglior momento della sua vita”. 

 Ad interpretare Lee Israel è Melissa McCarthy, che si è meritata una candidatura agli Oscar come “Miglior Attrice Protagonista”. Non è la prima volta che McCarthy si cimenta in ruoli drammatici e rozzi, parti in cui l’attrice sa esprimersi molto bene. 

A spalleggiarla un ottimo Richard E. Grant, amico/complice della Israel, con una performance decisamente buona e non posso che essere d’accordo con l’Academy per la sua nomination come “Miglior Attore non protagonista”. Bravo.

Anche questa pellicola può vantare quel mix tra film drammatico e commedia che non ci opprime con scene pesanti. Anzi è un film ben bilanciato, in cui dominano le debolezze da emarginati dei personaggi principali .

E’ un buon film? Senza infamia e con qualche lode.
Voto: 6,5

(J.J. Bustamante)