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Dragon Ball Super: Broly , per un pelo non è una Super Pellicola

Nel 1989, oltre ad essere il mio anno di nascita, in Italia veniva trasmesso per la prima volta l’anima giapponese Dragon Ball. Inutile dirvi che questo “cartone animato” ha conquistato i fans di tutto il mondo ed è diventato il migliore prodotto della sua categoria. 
Milioni di bambini si sono innamorati di questa saga centrata sulle arti marziali ed il sottoscritto non è stato da meno. 
Tra gli Anni 90 e gli inizi del 2000 sono andate in onda su Italia 1 le prime due serie, Dragon Ball e Dragon Ball Z, allietando i pomeriggi post scolastici di tanti ragazzini. 
A quei tempi l’Anime divenne subito famoso e ancora oggi il lavoro di Akira Toriyama è un modello di riferimento per i giovani mangaka, termine tecnico per indicare i disegnatori. 
Si, perché prima di essere un Anime di successo era stato pubblicato il manga, cioè la versione

  A distanza di 30 anni. arriva al cinema l’ultimo film della serie. Questa volta si intitola Dragon Ball Super: Broly. 
Dopo Dragon Ball Z, da noi è stato trasmesso Dragon Ball GT, ma non riscosse lo stesso successo dei suoi predecessori. In seguito a questo mezzo flop, i creatori hanno accantonato GT ed hanno preferito riprendere le vicissitudini della serie Z, collegandola all’ultima, Super.
La curiosità è stata più forte di me ed ho visto la nuova serie. Devo ammettere che, a parte qualche picco molto interessante, le novità sono poche e la storia è debole. Lontani i tempi di Frezzer o Cell, con la serie Super il livello è calato molto nonostante qualche “piccola ma buona intuizione” che, se approfondita in maniera intelligente potrebbe far gioire i fan di vecchia data affezionati della saga.
Ma nonostante la qualità della serie sia calata, nonostante i numeri d’ascolto in terra nipponica non siano stati elevatissimi, nonostante in Italia la serie sia finita in seconda serata, ecco che sbarca nelle nostre sale il film e fa subito il boom ai botteghini, piazzandosi al primo posto. 

  È il caso di dire che il Super Sayan della leggenda è tornato e ha riconquistato il posto che gli spettava di diritto.
Il film a livello tecnico, parlo dei disegni e della regia, mi ha soddisfatto. Queste animazioni sono un bel vedere che ci fanno fare un salto nel passato. Per fortuna sono state accantonate le animazioni ultra patinate molto utilizzate al giorno d’oggi. L’animazione più grezza l’ho apprezzata davvero tanto. 
Come suggerisce il titolo del film, la storia è centrata su Broly, vecchia conoscenza della saga su cui è stato effettuato un bel reboot. 
Cancelliamo quindi dalle nostre menti il sayan ossessionato da Goku e diamo il benvenuto ad un nuovo guerriero cresciuto in maniera brutale dal padre, su un pianeta terribile e avverso.
I difetti della pellicola sono tutti nella sceneggiatura, alcune situazioni toccano l’infantile in maniera dolente. Lo spettatore odierno, ormai cresciuto, si aspettava, soprattutto in alcune circostanze, scene più adulte. 
Trovo molto positivo il personaggio di Goku adulto, conscio dei suoi mezzi e, per una volta, meno ingenuo del solito. D’altra parte c’è un Freezer con una personalità abbastanza indecifrabile, lontano dal suo personaggio, il principe del male. 
Broly è senz’altro un ottimo co-protagonista. Non più fine a se stesso, ma forse un personaggio da integrare in futuro alla serie, perché no? 
Magari un trio di protagonisti: Goku, Vegeta e Broly?

Ultima sottolineatura che posso fare è la velocità degli eventi. Il film dura un ora e quaranta circa, io mi sarei preso qualche minuto in più per dare più ossigeno. Avrei cercato di rendere la storia più interessante, dando più spazio a Broly e alla sua personalità. Lo stesso Goku afferma che il nuovo Sayan è più forte del nostro supereroe per antonomasia, mostrateci perché, dico io. 

Solo il tempo ci darà le risposte. Forse. 

Il film merita di essere visto al cinema, non stiamo parlando di un capolavoro, ma senz’altro posso dire tranquillamente che è un ottimo prodotto d’intrattenimento.

Un pelo di maturità in più in questo film poteva farlo diventare una Super pellicola.

(J.J. Bustamante)