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“Men in Black international”, cast e film sottotono

Altro film, che sta dominando le classifiche in territorio nostrano, è “Men in Black international”. 

Tutti ne parlano bene, ma...

Una sera, Molly, una giovanissima di Brooklyn, interpretata da Tessa Thompson, trova nella sua stanza un piccolo extraterrestre. Ne rimane affascinata e da quel giorno fa di tutto per scoprire da dove viene, manco avesse visto E.T. dico io. Finalmente, a vent’anni, seguendo la rotta di collisione di un’astronave aliena (avete capito bene, la ragazza diventa una super scienziata per conto suo praticamente), riesce ad entrare nel quartier generale dei Men in Black di New York. Dopo l’addestramento da parte dell’Agente O, la sempre brava Emma Thompson, Agente M, viene mandata a Londra per la sua prima missione di prova. Qui farà coppia con il brillante e belloccio Agente H, il nostro Thor Chris Hemsworth.

I due dovranno contrapporsi a nemici interni ed esterni, ma non vi spoilero nulla di più. Dopo i primi tre capitoli (1997, 2002 e 2012) con la coppia collaudata Tommy Lee Jones e Will Smith, ecco lo spin-off. Non è una pellicola di grande impatto, anche se c’è un timido tentativo di rinnovare l’immagine per avvicinarsi al pubblico di oggi. Nonostante alla voce “produzione esecutiva” appaia un nome pesantissimo come Spielberg, il film appare forzato, il problema più evidente una sceneggiatura molto debole. Certo, è la classica pellicola leggera, pomeridiana, estiva, che ti strappa un sorriso qua e là. 

Divertenti i rimandi ad altri film, come il martello di Thor lanciato durante uno scontro con un nemico. Il racconto appare però frammentario, molto slegato. Brillantezza, freschezza e vivacità, le caratteristiche tipiche dei precedenti film, non ci sono questa volta. Cast da grande film, ma molto sottotono. Chris Hemsworth, l’Agente H, fa quello che può. Non la sua miglior interpretazione. Meglio nei panni del Dio del tuono. Tessa Thompson, l’Agente M, è sveglia e perspicace, sa benissimo come farsi valere e ruba, oserei dire anche molto facilmente, la scena agli uomini. Emma Thompson e Liam Neeson sembrano essere sue vecchie glorie con il compito d’alzare la qualità attoriale della pellicola, ma non hanno spazio per poter far bene.

Concludendo, questo film ci fa rimpiangere la coppia dei sogni Smith/Jones. Magari non potevano vantare tutta là post produzione dei giorni nostri, effetti sfavillanti il cui unico compito è quello di farci sembrare tutto molto bello e moderno, ma c’era molta più recitazione, quel sapore di novità e dei personaggi con la P maiuscola. 
Non credo che abbiamo bisogno di spinoff o reboot di film del passato, il cinema, e lo spettatore di conseguenza, hanno bisogno di nuove idee fresche.

Voto: 5

(J.J. Bustamante)