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"Mai più liquami nell'Olona", passa la mozione sul depuratore di Canegrate

Informazione, controlli, ripopolamento. E' da questi tre passaggi - in estrema sintesi - che l'Olona deve ripartire. Ieri sera (lunedì 30) il consiglio comunale di Canegrate ha approvato all'unanimità una mozione indirizzata al Gruppo Cap, gestore dell'impianto di depurazione, per evitare che quanto successo settimana scorsa con lo sversamento dei liquami direttamente in fiume possa ripetersi.

Nonostante l'intera assise canegratese riconosca le migliorie necessarie portate con i lavori all'impianto e che queste potrebbero anche «garantire un miglioramento generale sul tema miasmi avvertito in zona Cascinette e aree limitrofe», vengono anche stigmatizzati i «gravi errori nella gestione dell’intera opera» da parte di Cap: il ritardo nella comunicazione dell'avvio interventi e chiusura del depuratore al Comune, enti, associazioni e cittadini (il sindaco Roberto Colombo ha ribadito di essere stato informato, quasi per caso, solamente il giorno 17 settembre durante una riunione fissata da luglio e di aver quindi sollecitato in prima persona l'informazione verso altri enti, associazioni e cittadini), la scelta del periodo infelice, con l'Olona in magra, e «la leggerezza con la quale è stata gestita la pratica dagli Enti di Controllo, ed in particolare da Arpa e Città Metropolitana, che avrebbero dovuto, in fase di emissione delle rispettive autorizzazioni, imporre condizioni più cautelative per l’ambiente. I Comuni rivieraschi dell’Olona nella provincia milanese sono già vittima di quanto avviene a monte nella provincia di Varese, dove la scellerata gestione del servizio Idrico è da anni fonte di danni all’Olona. Ciò a cui si è assistito in questi giorni poteva essere evitato».

A una sola voce, quindi, il consiglio comunale ha deciso di chiedere a Cap «di essere sempre adeguatamente informati, in tempo utile, sulle attività svolte dal Gruppo CAP e che hanno un impatto sul proprio territorio e relativo ambiente; di incrementare ulteriormente e di rendere sistemici il numero di controlli nel territorio sugli scarichi delle attività produttive; di rendere sistematicamente e tempestivamente pubblici i controlli analisi sulla qualità dell’acqua attraverso i canali di informazione; di effettuare un ripopolamento della fauna ittica e della flora; di eseguire una efficace pulizia del greto del fiume sul tratto interessato, programmando interventi manutentivi sullo stesso e di avviare una fase di confronto con il Plis dei Mulini al fine di condividere le migliori misure mitigative e compensazioni ambientali da porre in essere».

E proprio come Plis dei Mulini c'è l'intenzione di avanzare la richiesta di fare tornare l'Olona a come era prima della chiusura del depuratore: «il problema - ha infatti sostenuto il primo cittadino canegratese Colombo - va affrontato e gestito collettivamente. Rilancio, a titolo personale, l'idea di un parco fluviale dell'Olona: dobbiamo gestirla nella sua interezza e trasformare le cose negative in positive».

CAP, in risposta al Comune e alle domande di Cambiamo Canegrate, ha anche fatto sapere che nel fiume non sono stati sversati 24mila mc di liquami, come inizialmente comunicato, ma «un valore non superiore ai circa 15mila», quindi quasi 100mila mc nel periodo dei lavori. «Dalle analisi effettuate [...] l'impatto risulta essere statao fortemente mitigato sulla tratta interessata tanto da non rilevare alcuna traccia nello stesso già all'altezza del Comune di Pero / Rho, rilevando dati similari ai valori a monte dell'impianto già subito dopo l'apporto del Villoresi» scrivono da Cap, che aggiunge che «non vi è mai stato alcun allarme per motivi di igiene pubblica o rischi alla salute per la cittadinanza».

(Chiara Lazzati)