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Expo, condanna a sei mesi per Beppe Sala: "Resto sindaco"

Beppe Sala, sindaco di Milano e della Città Metropolitana, condannato a sei mesi di reclusione - convertiti in pena pecuniaria - nell'ambito del processo che lo vedeva imputato per falso materiale e ideologico per la presunta retrodatazione di due verbali con cui sono stati sostituiti due componenti della commissione di gara per l'assegnazione del maxi appalto per la piastra dei servizi di Expo 2015. La sentenza, pronunciata venerdì 5 giugno dal collegio giudicante della decima sezione penale del Tribunale di Milano, prevede la sostituzione della reclusione con una pena pecuniaria di 45mila euro.

Il collegio giudicante ha optato per la condanna a carico del primo cittadino milanese «limitatamente alla retrodatazione del verbale di annullamento di nomina della commissione giudicatrice e del verbale di nomina della commissione giudicatrice». A Sala sono state concesse le attenuanti generiche e la circostanza attenuante dell'«aver agito per motivi di particolare valore morale o sociale». Concessa anche la sospensione della pena inflitta per cinque anni e la non menzione nel casellario giudiziale.

«Questa sentenza non produrrà effetti sulla mia capacità di essere sindaco di Milano - è stato il primo commento del sindaco di Milano secondo quanto riporta Ansa -. Assicuro i milanesi che resterò a fare il sindaco per i due anni che restano del mio mandato. Di guardare avanti ora non me la sento».