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"Anch'io restauro San Magno!"

«Il restauro della Basilica San Magno è l’occasione per una rinascita, che oggi può essere non solo culturale, ma anche di responsabilità sociale, delle imprese e dei singoli, dell’intera comunità».

Ne sono convinti Luca Vezzaro e Luca Roveda che, insieme all'arch. Luigi Terrenghi, questa sera, martedì 8 ottobre, hanno presentato il progetto "Anch'io restauro San Magno", iniziativa con la quale si intende coinvolgere privati e aziende nel profondo intervento di pulitura, consolidamento, ricostruzione e protezione della parte esterna e della copertura della Basilica (qui un nostro precedente servizio)

Nella serata a Villa Jucker, il Comitato composto da un gruppo di professionisti ed imprenditori del territorio (Gianfranco Bononi, Mino Colombo, Paolo Ferrè, Giovanni Maria Fogagnolo, Salvatore Forte, Mauro Mezzanzanica, Luca Roveda, Giuseppe Scarpa, Gian Piero Edilio Jody Testa, Luca Vezzaro, i componenti del Consiglio Affari Economici della Parrocchia prepositurale San Magno Bruno Colombo, Attilio Moreni e Giorgio Arnera) ha invitato esponenti di primo piano del territorio per illustrare l'iniziativa che prevede «un imponente coinvolgimento mediatico per sensibilizzare istituzioni, aziende e singoli cittadini, sull'importante intervento e trasformarli in donatori».

      Il costo è stato calcolato in 500mila euro. Attualmente, i contributi certi provengono dalla Fondazione Cariplo (200mila euro) Banca BCC (30mila), Banco BPM (10mila). Inoltre l'8% degli oneri di urbanizzazione secondari riconosciuti annualmente alla comunità religiosa questa volta saranno attribuito al progetto che parteciperà anche a un bando della regione Lombardia.

Su questa base si inserisce "Anch'io restauro San Magno", per un intervento diretto di privati e aziende. Previsti 30 lotti da "adottare" con donazioni da 2.500 a 24mila euro, ma, è stato ricordato, il piano prevederà anche la possibilità di contribuire con quote minori.

"Anch'io restauro San Magno" vanta quattro motivi principali di adesione: lasciare un segno con un progetto importante per la comunità e l’arte; contribuire con un’azione di responsabilità sociale d’impresa; fregiarsi del logo ufficiale del progetto e diventarne testimone; beneficiare di agevolazioni fiscali.

«Io sono soltanto il custode pro tempore e sento la responsabilità di trasferire a chi verrà dopo di noi questo bellissimo tempio - l'illuminante pensiero finale del nostro prevosto mons. Angelo Cairati, anche lui ormai in clima elettorale - e così come faccio io, inesperto di restauri ad affidarmi a tecnici come quelli presenti e all'Impresa Donelli che si è aggiudicata i lavori, invito i legnanesi, quando dovranno scegliere il loro sindaco, a preferire una personalità non piena di se stessa e cosciente della propria ignoranza». Capito? Noi si! E voi?

Per ulteriori dettagli, cliccare sul sito restaurosanmagno.it 

Immagini a cura di Luigi Frigo

(Marco Tajè)