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Piscina, Cerro Maggiore ha dovuto pagare 1,65 milioni

Alla fine Cerro Maggiore ha dovuto pagare 1,65 milioni di euro per la piscina comunale. Il Comune ha dovuto versare la cifra all'istituto per il credito sportivo (ICS) a causa di inadempienze del concessionario dell'impianto: la Nuoto Alto Milanese. «Una somma considerevole - commenta il sindaco Nuccia Berra - che abbiamo sino all'ultimo cercato di non versare, tentando tutte le soluzione sul tavolo con tutte le parti in causa. Una somma che avremmo voluto utilizzare per altro, ma così stanno i fatti!».

La faccenda era scoppiata nel dicembre dello scorso anno. Il Credito Sportivo aveva scritto a Palazzo Dell'Acqua. Il Comune, in qualità di garante per NAM, era stato chiamato in causa nei limiti della fideiussione rilasciata. Per il momento nulla è ancora chiaro sul futuro dell'impianto, come ammettono dall'amministrazione stessa: «Tutte le soluzioni, purtroppo, sono possibili. Entro breve avremo notizie sul futuro».

«Sia ben chiaro che questo non é il momento degli atti d'accusa o della caccia al colpevole, perché in questo momento una buona amministrazione deve in primo luogo pensare ai cittadini che hanno rinnovato un abbonamento, hanno investito denaro per dei corsi o a tutte quelle famiglie che hanno deciso di puntare sul centro natatorio di Cerro per la formazione sportiva dei loro figli. Noi fino al 14 di ottobre abbiamo cercato una soluzione, fino all'ultima data limite fissata dall'ICS - spiegano la prima cittadina e l'assessore al bilancio Matteo Bocca -. Ci abbiamo tentato, ma abbiamo dovuto desistere di fronte all'inesorabile passare dei giorni e oggi ci ritroviamo con una situazione complessa a cui sicuramente seguiranno una serie di azioni giudiziarie per far valere le ragioni dell'Ente e della comunità di Cerro e Cantalupo».

Dal Comune c'è l'impegno nel fissare a breve un'assemblea pubblica per spiegare alla cittadinanza quella che sarà la strada perseguita per il futuro della piscina. Un incontro che probabilmente si terrà entro metà novembre.

(Chiara Lazzati)