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Cronista tv accusa: "Ho ricevuto minacce di stampo mafioso"

Minacce di stampo mafioso. E' la denuncia di Amedeo Latino, cronista della emittente Boxtv, a causa di una discussione dopo il consiglio comunale di mercoledì 13 novembre, a Cerro Maggiore.

Nei giorni scorsi, abbiamo segnalato la vicenda (qui il servizio) che ha portato a una diffida da parte del sindaco Nuccia Berra  all'operatore televisivo per la diffusione delle immagini del consiglio comunale. Un atto scaturito dalla decisione del consigliere Antonio Lazzati e del suo gruppo di protocollare una richiesta di chiarimenti in Comune e di denunciare l'autore delle riprese, che a fine consiglio aveva intervistato il consigliere Calogero Mantellina, intervista terminata con un forte contrasto tra i due.

In giornata, Amedeo Latino, il cronista protagonista della vicenda, ha tenuto a ribadire in maniera molto dettagliata le minacce ricevute: "Stai attento perchè ti faccio indagare dalla mafia", la frase attribuita appunto a Mantellina, alla fine di un duro confronto-intervista che Latino aveva chiesto per Boxtv. La minaccia, come descrive lo stesso Latino, sarebbe arrivata prima che iniziasse a registrare la discussione e quindi non esiste una conferma in video. 

    "Come non bastasse - così scrive Latino - alcuni “fedeli” di Mantellina hanno cercato di ridicolarizzarmi e minimizzare la grave minaccia mafiosa. (...) Sono perfettamente cosciente che le mie domande fatte a Mantellina erano volutamente scomode, queste hanno scaturito l'indegno gesto. Evidentemente i due consiglieri si sono sentiti feriti nell'orgoglio in quanto un povero operatore si è permesso di entrare e violare il loro territorio. (...) La furbata di Lazzati: per nascondere e spostare l'attenzione delle minacce stile mafioso si appellano alla”violazione del regolamento audio video” attaccando la maggioranza per la mia presenza, e accorgersi solo alla fine del Consiglio Comunale e dopo l'intervista a Mantellina che c'era un operatore video che li riprendeva, forse una svista? Forse non si erano accorti che sono stato uno dei primi ad arrivare e prendere posizione in prima fila con una telecamera lunga 70 cm. che pesa quasi 10 kg, e se invece mi hanno visto, perchè non mi hanno fatto allontanare? Naturalmente questo episodio e già stato segnalato ai Carabinieri. (...) Se i consiglieri in questione non gradiscono le mie domande esistono metodi legali per lamentarsi, oppure, semplicemente bastava non rispondere"

(Marco Tajè)