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San Vittore: il defibrillatore donato dalla famiglia Regalia pronto a salvare vite

Il defibrillatore semiautomatico donato dalla famiglia Regalia è pronto a salvare vite. Questa mattina, sabato 7, il DAE è stato posato in via Valloggia, nella zona del Mulino Meraviglia a San Vittore Olona. Il luogo non è casuale: la zona è molto frequentata da ciclisti e podisti, sportivi come l'indimenticato Adriano Regalia, scomparso per arresto cardiaco nel 2015.

«Questo è un gesto di grande amore - ha commentato il sindaco Daniela Rossi - Questo apparecchio, che speriamo non debba mai essere utilizzato, è un apparecchio che potenzialmente può salvare la vita. Simbolicamente è legato al cuore, sia fisico che non, e nel periodo di avvicinamento al Natale è proprio a tema».

    Il DAE sarà disponibile tutto il giorno, tutti i giorni, sempre pronto in caso di necessità. Si va ad aggiungere agli altri 13 defibrillatori (disponibili h24 e non) in paese. Tutti gli strumenti salvavita sono visibili dalla mappa del sito di Sessantamilavitedasalvare.

Il defibrillatore era stato consegnato ufficialmente all'amministrazione comunale durante la fiera di autunno. «Grazie a tutte le persone che dal 2015 ad oggi ci hanno accompagnato in questo percorso: dall'amministrazione comunale precedente agli amici, i familiari, Sessantamilavitedasalvare - ha commentato Erika Regalia -. Vorremmo che San Vittore Olona fosse sempre di più un paese cardioprotetto e continueremo in questa direzione».

«La presenza dei defibrillatori - ha ricordato Mirco Jurinovich, presidente di Sessantamilavitedasalvare - è fondamentale per sconfiggere le 60mila morti l'anno per arresto cardiaco. I casi di cronaca dell'ultimo periodo ce lo dimostrano: il dae è stato fondamentale per salvare la vita ad alcuni giovani atleti. La presenza capillare di questi apparecchi aumenta la possibilità di sopravvivenza grazie ad interventi tempestivi. Stiamo aspettando che venga aprovata la legge, che ha ricevuto già l'ok dalla Camera, che porterà  una serie di norme utili a divulgare la cultura del soccorso».

(Chiara Lazzati)