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Potenziamento Rho-Parabiago: "Assurdo spendere 500 milioni per l'opera"

Una (altra) lettera al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per dire ancora una volta "no" al potenziamento della linea ferroviaria Rho-Gallarate: così, una volta in più, il Comitato Rho-Parabiago torna a ribadire, scrivendo per la terza dall'insediamento del nuovo governo al MIT, che per loro quest'opera proprio non s'ha da fare.

       Sul tavolo questa volta il fronte contrario al progetto mette anche il rinnovo del contratto a Trenord da parte di Regione Lombardia per i prossimi dieci anni, senza gara, «nonostante le conclamate inefficienze nella gestione attuale [...], recentemente rimarcate anche dai macchinisti OrSa, che in occasione dello sciopero dell'8-9 gennaio hanno denunciato "gravissime carenze manutentive" e "gravi inconvenienti tecnici e guasti che riguardano il materiale rotabile", anche quello di recente acquisto». E lo fa perchè di fronte a queste notizie al comitato «sembra sempre più assurdo spendere 500 milioni per aggiungere due binari tra Rho e Parabiago, che non servono certo a risolvere le inefficienze di Trenord o i problemi di manutenzione, ma servono al massimo a bypassarli senza intervenire alla radice del problema». Così anche con l'arrivo dell'anno nuovo, i sostenitori del "no" al progetto tornano ad evidenziare «queste paradossali assurdità» e a denunciare «i gravi impatti del progetto e a chiedere di essere ascoltati» con «l'interruzione dell'iter approvativo di quest'opera, in quanto fortemente impattante, pericolosa per la sicurezza, con gravi carenze e contraddittorietà a livello progettuale e dichiarata illegittima con sentenza del TAR confermata da Consiglio di Stato».

Il comitato proprio per questo ha anche chiesto un incontro con il ministro Paola De Micheli. E il fronte è agguerito: tanto che, se non riceverà risposta, è intenzionato a rimandare «la lettera ogni settimana, perché non ci rassegniamo a vedere il nostro territorio devastato per motivi che, è evidente, non sono certo l'interesse dei pendolari».

(Leda Mocchetti)