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Processo Fratus, Nicolini: "Mai favorito nella selezione"

Procedura di selezione del nuovo direttore generale di AMGA e incarico di curatela scientifica di Flavio Arensi sul banco dei testi al processo che vede imputati l'ex sindaco Gianbattista Fratus, il suo vice Maurizio Cozzi e l'ex assessore alle opere pubbliche Chiara Lazzarini per turbativa di gara e, nel caso dell'ex primo cittadino, corruzione elettorale.

Archiviato quel che mancava di esame e controesame dell'ex assessore al bilancio - che si è soffermato sulla propria estraneità al "capitolo" fondazione cultura (lui di quella chat con Lazzarini e Arensi faceva parte solo perchè tutto era partito dall'organizzazione di «una cena di pesce») e sui rapporti eufemisticamente definibili difficili di Legnano con gli altri soci di Amga - in aula hanno sfilato i primi testi citati dalla difesa: Simone Nicolini, uno dei candidati che, secondo l'accusa, sono stati incontrati dagli imputati per modellare il contenuto del bando per il nuovo direttore generale di Amga, e Stefano Mortarino, dirigente comunale che fino a fine 2018 si è occupato della cultura.

AMGA - É stato un incontro «informale» quello tra Simone Nicolini e Chiara Lazzarini, dopo le dimissioni del direttore generale Lorenzo Fommei, per la cui sostituzione era in fase di predisposizione un bando. Incontro che esula dalla prassi incontrata nel suo percorso professionale dal teste, ma slegato da eventuali favori: Nicolini, secondo quanto ha dichiarato in aula, non è mai stato favorito dall'imputata nell'ambito della procedura di selezione.

DIREZIONE ARTISTICA DEL COMUNE - Stefano Mortarino, invece, ha ripercorso, sotto il fuoco di fila delle domande dell'avvocato Maira Cacucci e del pubblico ministero Nadia Calcaterra, l'iter che ha portato alla scelta del critico Flavio Arensi per la direzione artistica del comune di Legnano: dalla procedura di selezione - e soprattutto dalla richiesta ad entrambi i "candidati" di una dichiarazione da parte degli artisti rispetto alla disponibilità all'organizzazione di una mostra sotto la loro curatela scientifica -, al sopralluogo ad Arese, all'opera in ristrutturazione di Pomodoro, ai lavori che avrebbero dovuto essere realizzati al Castello per permettere l'esposizione e alla realizzazione (o meglio alla non realizzazione) dell'esposizione stessa, ipotizzata per il Palio 2019. Mortarino si è soffermato inoltre sui colloqui con Fratus e Cozzi sulla possibilità di affidare in via diretta l'incarico a Flavio Arensi - presente personalmente al momento della richiesta al dirigente -, sul mancato deposito da parte del critico di una relazione sullo stato di avanzamento dei lavori e sull'indicazione specifica degli artisti nella delibera da cui è partita la selezione di Arensi. 

In particolare, nella sua deposizione il dirigente comunale ha spiegato come la scelta di Isgrò, Pomodoro e Paladino sia stata una scelta «politica», mentre è stata invece un'iniziativa della commissione quella di chiedere ai candidati la dichiarazione degli artisti. Che, secondo la tesi degli inquirenti, sarebbero stati "vicini" ad Arensi e quindi scelti proprio per "cucire" il bando addosso al critico.

La prossima udienza è in calendario per giovedì 23 gennaio e sarà dedicata alla prosecuzione dell'esame dei testi della difesa. 

(Leda Mocchetti e Gea Somazzi)