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Meno consumo di suolo e riqualificazione con la Variante del Pgt

Adottata nel Consiglio Comunale del 13 gennaio scorso la Variante al documento di Piano del PGT. Un atto amministrativo di grande importanza per la Città di Castellanza perché - spiega l'amministrazione - «l’aggiornamento dello strumento di governo del territorio arriva dopo una lunga valutazione e analisi delle zone strategiche per Castellanza, ispirandosi al principio della riduzione del consumo di suolo». Non si tratta di una variante generale bensì una modifica relativa a quegli ambiti che nel precedente documento erano definiti ambiti di trasformazione, aree dismesse o non più in uso e soggette a possibile degrado, pertanto da riqualificare.

«Gli obiettivi del nuovo documento - spiega l'amministrazione - sono la ricostruzione dell’identità locale, il riordino della mobilità urbana, la riqualificazione del tessuto residenziale e del suo spazio pubblico, la promozione delle attività lavorative, la riduzione del consumo di suolo e la fattibilità delle trasformazioni. Progetti strategici saranno il sistema lungo il fiume olona, l’ex sedime ferroviario e l’ex polo chimico, l’asta della saronnese e il quartiere Buon Gesù».

Punto di forza del ragionamento, scrive l'amministrazione «è proprio l’omogeneità di visione e il riportare a sistema la riqualificazione di aree che spesso sono il biglietto da visita, in quanto poste agli ingressi della Città». «Si è puntato sulla rigenerazione urbana di detti ambiti - dice il Sindaco di Castellanza, Mirella Cerini - introducendo l’indifferenza funzionale, ovvero maggiore flessibilità rispetto all’individuazione delle destinazioni d’uso ammesse su certe aree, aprendo alla possibilità di valutare l’evoluzione delle esigenze urbanistiche e di mercato, ma mantenendo la vocazione di dette aree anche in base alla localizzazione; per esempio escludendo dall’asta della saronnese e viale Borri la destinazione residenziale che difficilmente risulterebbe concretizzabile».

Ma la rigenerazione per l'amministrazione «deve essere legata all’interesse collettivo, per questo abbiamo previsto per alcuni ambiti oneri compensativi aggiuntivi, rispetto a quelli normalmente dovuti, finalizzati alla realizzazione di interventi infrastrutturali di sistemazione dell’asta della saronnese, oppure il meccanismo della perequazione che prevede la cessione di lotti di terreno per la realizzazione di spazi pubblici destinati a verde. Per il tessuto posto lungo il fiume olona l’obiettivo sarà la rinaturalizzazione coniugando la presenza dell’università con nuovi servizi e spazi pubblici, per il polo chimico obiettivo sarà riconsegnare alla città l’area, valorizzando la sua posizione centrale, ricostruendo i rapporti col contesto urbano e migliorandone l’accessibilità. In alcuni casi saranno possibili interventi nel campo dell’edilizia sociale. Per il sistema saronnese, la strategia sarà rivolta a generare risorse per riqualificare la strada, sfruttando la capacità di attrarre strutture commerciali, per rendere la strada un viale urbano caratterizzato da spazi protetti e gradevoli per pedoni e ciclisti, riordinare la sosta e migliorare la fluidità del traffico».

«Rispetto alle previsioni contenute nel Documento di piano precedente - specifica l'amministrazione -  che risale al 2010, è prevista la riduzione delle superfici urbanizzabili nella misura del 31%, a fronte del 25-30% richiesto dalla norma regionale. Addirittura considerando il sedime posto a margine del fiume olona questa percentuale salirebbe al 50%. In pratica, si è prevista con questa variante la riduzione di 46.000 mq di superficie urbanizzabile.Durante il percorso che ha portato all’adozione di questo documento, ci sono stati diversi momenti di confronto con la cittadinanza, le parti sociali, gli enti interessati, che hanno arricchito la nostra riflessione, presentando osservazioni e suggerimenti che abbiamo recepito, contribuendo a definire un documento che riteniamo sia volto all’interesse della collettività».

Qui le critiche al documento da parte dell'opposizione