Questo sito utilizza cookie per le proprie funzionalità, se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Chiudendo questo banner o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.

«Camerun, Paese ricco di opportunità, anche per le aziende italiane»

«Il governo del Camerun attende gli imprenditori Italiani». Così Esther Edwige Nikolo Lekoua, console camerunese di Milano, ha esordito alla presentazione dell'Associazione per gli scambi Italia-Camerun (ASICA) nella sede degli industriali dell'Altomilanese.

   Ad accogliere i rappresentanti della neo Camera di Commercio ASICA oggi, lunedì 14 ottobre, il direttore generale di Confindustria Andrea Pontani  che ha ricordato il particolare legame tra Legnano ed Ebolowa. Con il console Lekoua anche il vice presidente ASICA Doriano Ponzi accompagnato da Simon Pierre Ntomb Ngue, segretario generale dell'associazione, con Pierluigi Bellini senior financial advisor ITARE. 

Durante l'evento è stata conferma la costante crescita dello scambio economico tra l'Italia e il Camerun. il Paese africano di 24 milioni di abitanti affacciato sul Golfo di Guinea, al confine con la Nigeria, nel 2021 ospiterà la Coppa d'Africa, evento di profondo interesse sportivo e sociale.

L'esempio portato ai presenti in sala è stata la realizzazione del nuovo stadio di Yaoundé costruito da un'azienda Italia. A tal proposito il console ha voluto ribadire «la forte volontà del governo del Camerun di instaurare legami economici con la penisola iberica. Per questo importante evento sportivo ci sono diverse porte aperte per gli imprenditori che vogliono investire. E le possibilità per farlo esistono». 

Ponzi ha ricordato gli intenti di ASICA, come favorire le relazioni economiche e culturali tra i due Paesi. «La crescita economica, l’allungamento dell’aspettativa della vita e la formazione dei giovani continuano ad essere gli obiettivi principali nei piani del governo - una sua affermazione-. L'obiettivo è quello di consolidare la posizione del Camerun nel gruppo dei Paesi a reddito medio-alto nell’orizzonte 2035. Dunque, una terra piena di opportunità».