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Ricavi aziendali in calo, dipendente rifiuta il part time: legittimo il licenziamento

Se l'azienda registra un calo costante dei ricavi ma il dipendente non accetta il passaggio al part time, è legittimo il licenziamento. Lo ha deciso la sesta sezione civile del Palazzaccio, chiamata a scrivere la parole fine su una vicenda giudiziaria iniziata tra le aule del Tribunale di Palermo e continuata in quelle della Corte d'Appello.

       A rivolgersi alla giustizia palermitana era stato il dipendente, che contestava il licenziamento per giustificato motivo oggettivo intimatogli dal datore di lavoro dopo il rifiuto della riduzione di orario. E i giudici di merito gli avevano dato ragione: per Tribunale e Corte d'Appello, infatti, l'azienda aveva sì registrato un leggero calo dei profitti ma i risultati di gestione erano rimasti positivi e, soprattutto, le grandezze economiche in questione (si parla di un calo dei profitti intorno ai 13mila euro tra il 2008 e il 2010, ndr) non bastavano a dimostrare «una congiuntura sfavorevole non meramente contingente influente in modo decisivo sull'andamento dell'attività». Insomma, il primo e il secondo grado non avevano ritenuto la situazione dell'azienda sufficiente a giustificare la risoluzione del rapporto di lavoro. 

Da Piazza Cavour, però, è arrivato un "verdetto" diverso: per gli Ermellini, infatti, a legittimare il licenziamento può essere «ogni modifica della struttura organizzativa dell'impresa che abbia quale suo effetto la soppressione di una determinata posizione lavorativa, indipendentemente dall'obiettivo perseguito dall'imprenditore, sia esso, cioè, una migliore efficienza, un incremento della produttività - e quindi del profitto - ovvero la necessità di far fronte a situazioni economiche sfavorevoli o a spese straordinarie». 

(Leda Mocchetti)