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Il centrodestra diserta in Città Metropolitana: "Troppo Milano-centrica"

Protesta dei sindaci del centrodestra in Città Metropolitana. Gli amministratori di Lega e Forza Italia questa mattina, lunedì 30, hanno fatto mancare il numero legale all'assemblea della ex Provincia. Il motivo? Il "Milano-centrismo" dell'ente.

Facendo mancare il numero legale i sindaci del centrodestra hanno impedito al primo cittadino milanese Beppe Sala (che è anche sindaco di Città Metropolitana) di approvare il piano strategico, un documento programmatico per l'ente. «Continua la linea Milano centrica nello sviluppo futuro dell’Ente, che non possiamo accettare. Così non può funzionare - spiegano i sindaci del centrodestra - è necessaria una revisione della Legge del Rio che ha trasformato la Provincia in Città metropolitana e bisogna restituire agli elettori il diritto di votare i propri rappresentanti anche in questo ente».

A non partecipare al voto anche amministratori della nostra zona, tra cui i sindaci di Pogliano Milanese, Carmine Lavagna e il vicesindaco di Cerro Maggiore, Antonio Foderaro. Proprio quest'ultimo spiega così la sua mancata partecipazione al voto: «Questo è un segnale forte che vogliamo dare anche a Roma. Città Metropolitana è lontana dal territorio: non sta facendo nulla, se non propaganda politica. C'è troppo Milano-centrismo. Un esempio è l'intero discorso dei pendolari».

Assenti alle votazioni anche Raffaele Cucchi, sindaco di Parabiago e Massimo Cozzi, sindaco di Nerviano. Entrambi gli esponenti del Carroccio si sono detti contrari al piano strategico presentato da Città Metropolitana. «C'è poco ascolto del territorio da parte di Città Metropolitana» afferma Cucchi, che è anche consigliere metropolitano. Il sindaco nervianese Cozzi, oltre ad essere contrario al piano strategico, ha ricordato invece il ritardo di Città Metropolitana nei lavori per la rotonda sulla SP109, attesa da anni a Nerviano.

(Chiara Lazzati)