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"Auchan Rescaldina, il passaggio a Conad non sarà immediato"

Al contrario di come inizialmente riportato Auchan Rescaldina non è tra i 109 punti vendita che subiranno un passaggio immediato. La notizia del suo passaggio immediato ci era stata comunicato dal sindacato territoriale, invece, stamattina è arrivata la smentita da Filcams Cgil Milano e Lombardia: il punto vendita di Rescaldina così come quello di Nerviano dovranno ancora attendere il trasferimento sotto il marchio Conad


A ottobre inizierà il trasferimento dei primi 109 punti venditache passeranno sotto Conad. Ad annunciare la novità i sindacalisti della Filcams-Fisascat-Uiltucs a seguito di un incontro, tenutosi ieri mercoledì 4 settembre, con l'azienda: la Bdc, partecipata al 51% da Conad e per il 49% dall’imprenditore Mincione. Il prossimo tavolo di confronto è previsto per mercoledì 11 settembre. 

In pratica in questi giorni partirà la procedura sindacale di affitto di ramo d'azienda per i 109 punti vendita che interesserà i 1.400 dipendenti tra Lombardia, Lazio, Marche, Abruzzo e Umbria. Il trasferimento immediato, come spiegano i sindacalisti, riguarda «i punti vendita più performanti, per i quali non dovrebbero esserci criticità particolari». 

In Lombardia i punti vendita coinvolti sono: 2 ipermercati (il 15% rispetto al totale degli iper presenti) e 43 tra supermercati e negozi di vicinato (il 45% rispetto al totale di questi formati). L'attività di Rescaldina e di Nerviano è  tra quelle lasciate in attesa del passaggio definitivo dalla multinazionale francese al consorzio italianoE proprio questo preoccupa i sindacalisti: «Le performances dei punti vendita erano già a nostra conoscenza, e oggi ancora di più danno il segnale di quanto grave sia la situazione che coinvolte i circa 5.000 dipendenti nella Regione - affermano i sindacalisti -. Oltre al tema della rete vendita, rimangono in sospeso, perché ancora non se ne parla davvero, la sede di Rozzano e i depositi: in Lombardia ne abbiamo uno a Truccazzano e uno a Chiari». 

Il passaggio durerà 36 mesi. «Con ogni probabilità sarà effettuato un transito da un sistema “centralistico” ad un sistema “distribuito” della rete vendita - commentano i sindacalisti -. Già la controparte ha lanciato alcune idee di ristrutturazione del costo del lavoro: ammortizzatori sociali, pensionamenti, procedure di esubero. Dal canto nostro abbiamo già ribadito che fermo restando la comprensione della difficoltà economica, rimane prioritaria la salvaguardia occupazionale con un piano di rilancio commerciale. Sono tematiche che stridono tra loro ma se è vero lo slogan del consorzio Conad “persone oltre le cose”, contiamo sull'impegno affinché le persone che lavorano nei punti vendita abbiamo un trattamento di riguardo e di tutto rispetto».