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Anche San Giorgio firma il protocollo per la tutela del lavoro negli appalti

Anche San Giorgio su Legnano firma il protocollo di intesa per la qualità e la tutela del lavoro negli appalti, servizi e forniture pubbliche. La cittadina guidata dal sindaco Walter Cecchin, così, si aggiunge a Rescaldina, Canegrate, Inveruno, Busto Garolfo e Castano Primo.

«Sottoscrivere questo importante accordo con le organizzazioni sindacali confederali, CGIL Ticino Olona, Cisl Milano Metropoli e UIL CST Ovest per una amministrazione comunale è un impegno importante per la tutela dei lavoratori, ma innanzitutto una forte  attenzione sulle condizioni di lavoro. Ritengo importante che questa condivisione di finalità  dalle amministrazioni pubbliche arrivi in un momento così difficile per il mondo del lavoro, dove sempre più spesso, sicurezza, salute e diritti vengono a volte calpestati - afferma il sindaco Cecchin -. Sono particolarmente soddisfatto  perché questo protocollo che è stato valutato in modo dettagliato dai responsabili tecnici e dalla giunta comunale, ha evidenziato che molto di quanto contenuto viene già oggi tenuto in considerazione e applicato negli appalti dal Comune di San Giorgio su Legnano».

Lo scopo del protocollo è quello di dettare linee guida che pongano come prioritari gli obiettivi della responsabilità sociale, del rispetto della contrattazione, del lavoro regolare e sicuro e della concorrenza leale, nel pieno rispetto delle leggi e dei contratti di lavoro sottoscritti dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, continuità dei rapporti di lavoro, mantenimento dei diritti acquisiti.

«Oggi - spiega il sindaco Cecchin - considerare di aggiudicare servizi o appalti esclusivamente in relazione ad un aspetto economico e con il solo criterio della riduzione dei costi, può generare queste situazioni: non garantire tempi e qualità nella realizzazioni delle opere e dei servizi oggetto di appalto, favorire l’impiego di manodopera irregolare e precaria, alterare il mercato del lavoro, favorendo a forme di lavoro irregolare, con conseguente evasione contributiva e pesanti ricadute sulle condizioni  di lavoro e sulla sicurezza o provocare effetti negativi nel tessuto economico e produttivo, quali fenomeni di dumping sociale, alterazione della leale concorrenza a danno delle imprese che rispettano la normativa fiscale e del lavoro e dar luogo a fenomeni di illegalità. Naturalmente questa è una strada da percorrere insieme alle amministrazioni, alle aziende e alle organizzazioni sindacali confederali perché legalità, trasparenza e sicurezza sono contenuti essenziali di una società civile».

(Chiara Lazzati)