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Diritti violati, la Cgil recupera 6milioni per lavoratori del territorio

In un anno quasi 6milioni di crediti recuperati dall'ufficio vertenze della Cgil Ticino Olona che attualmente ha ancora aperte oltre mille pratiche. Numerose le storie di lavatori con diritti violati o negati che tra il 2018 e 2019 hanno bussato alla porta dei quattro uffici del territorio a partire da quello di via Volturno a Legnano. Dati in costante crescita secondo Jore Torre segretario generale dell Cgil Ticino Olona che ha delineato la mole di lavoro dell'Ufficio vertenze locale in occasione della presentazione del bilancio di quello Lombardo effettuato lunedì 7 ottobre.

     «È assurdo che nel 2019 ci sia ancora bisogno dell'assistenza vertenziale e legale per tutelare i diritti dei lavoratori, che dovrebbero essere certi e garantiti - afferma Torre -. Diritti che non dovrebbero essere più messi in discussione e che dovrebbero essere considerati acquisiti e consolidati. Di certo in questi tempi difficili la Cgil continuerà a presidiare il territorio per estendere tutelare i lavoratori e le lavoratrici. Riscontriamo ancora molta paura da parte dei lavoratori nel far valere i propri diritti e ciò che è dovuto, ma la CGIL sarà sempre al loro fianco».

Nell'immaginario collettivo la Lombardia è una delle regioni più produttive e ricche d’Italia, di fatto la crisi non l'ha risparmiata. Nel 2018 la Cgil lombarda ha recuperato 54 milioni di euro di crediti  e ha aperto 27.082 pratiche. Sono 5.695 le vertenze in corso per recuperare stipendi mai pagati dai datori di lavoro. 

Nel territorio di riferimento della Cgil Ticino Olona i settori più colpiti sono il terziario, e commercio che viaggiano a pari merito con i chimici, tessili, plastici e metalmeccanici. A seguire i lavoratori dell'edilizia, funzione pubblica (come le coooperative sociali) e telecomunicazioni. Non sono da trascurare le vertenze per tutelare i lavoratori precari inclusa la tutela delle partita iva monocommittenti. 

Circa il 60% sono lavoratori di sesso maschile, il 39,89% sono donne e per l'81,37% sono italiani. Già la percentuale di stranieri (18,3%) che si rivolgono ai sindacati così come quella del sesso debole è bassa. I casi di mancata retribuzione è rappresentata per l'88% dai contratti a tempo ideterminato, solo il 2,58 % è part time e il resto full time. Ma quel che fa più pensare è che per la maggior parte dei casi si tratta di lavoratori al di sotto dei 40 anni che hanno subito violazioni contrattuali o licenziamenti ingiustificati.

Per combattere le ingiustizie sul fronte lavorativo i sindacati locali continuano a battersi per l'estensione della qualità e tutela del lavoro negli appalti, servizi e forniture pubbliche. Tra gli ultimi Comuni ad aver firmato il protocolo - non ancora siglato da Legnano - risulta San Giorgio su Legnano. Un tema, quest'ultimo apparentemente banale, che «dovrebbe trovare un parere positivo scontato da parte di qualsiasi giunta comunale - commenta Torre - che però sorprendentemente fatica a raggiungere la condivisione celere ed unanime di tutto il territorio. Ma anche qui noi non molliamo e continueremo ad insistiere».


Oltre all'ufficio vertenze di Legnano ricordiamo quello di Parabiago in via Don Rusca e di Castano Primo nel vicolo del Pozzo, gli sportelli ad Abbiategrasso in via Novara e a Magenta in via S. Biagio. 

(Gea Somazzi)