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Crisi CNH - FPT Industrial di Pregnana: lavoratori in assemblea davanti alla fabbrica

E' ancora mobilitazione contro la chiusura dello stabilimento di Pregnana Milanese di CNH/FPT Industrial. I sindacati metalmeccanici di Fim, Fiom e Uilm nazionali avevano indetto proprio per oggi, giovedì 31, uno sciopero di due ore «per fermare le crisi industriali e occupazionali, far ripartire gli investimenti, riformare gli ammortizzatori sociali e per la tutela della salute e sicurezza». E davanti ai cancelli di CHN di Pregnana si è svolta un'assemblea pubblica in sciopero.

Come avevano spiegato a una sola voce Christian Gambarelli, segretario generale Fim Milano Metropoli, Roberta Turi, segretaria generale Fiom Milano e Vittorio Sarti, segretario generale  Uilm Milano, Monza e Brianza, la manifestazione è per puntare una luce sulla crisi che sta interessando, in particolare, i settori dell'automotive, dell'elettrodomestico e delle telecomunicazioni.

«CNH/FPT Industrial pur avendo ricevuto lauti guadagni negli ultimi tre anni dal sito di Pregnana, vuole chiudere lo stabilimento per risparmiare costi e investire in prodotti ambientalmente sostenibili - spiegano i sindacalisti -. A questo si aggiunge il processo di digitalizzazione e automazione che consentirà di aumentare i profitti e che vedrà scomparire alcune professionalità. Quindi, nell'ottica dell'azienda, saranno i lavoratori a pagare la rivoluzione “green” e i processi di digitalizzazione: questo per noi è inaccettabile. Fim, Fiom e Uilm sono accanto ai tanti che ritengono non più rinviabile un cambiamento, anche nell'industria, che riduca drasticamente l'impatto negativo sull'ambiente, così come credono che le modifiche organizzative in ottica “Industria 4.0” possano avere ricadute  positive per la qualità della vita dei lavoratori. Ma al centro di queste iniziative ci devono essere anche le persone, le lavoratrici e i lavoratori, non solo la necessità delle imprese di fare profitti».

Sulla vicenda è nuovamente intervenuto anche l'onorevole Fabrizio Cecchetti (Lega), che ha fatto sapere che il governo ha accolto il suo ordine del giorno al decreto sulle crisi aziendali impegnandosi ad adottare ogni utile iniziativa a tutela delle centinaia di lavoratori dello stabilimento di Pregnana Milanese «a rischio e ad avviare un confronto con l'azienda per rivedere, in chiave costruttiva, il piano industriale».

Solidarietà ai lavoratori di Pregnana, da parte di tutta Regione Lombardia, arriva dal consigliere regionale Simone Giudici (Lega), che stamattina era presente al presidio: «Il paventato trasferimento di tutte le attività produttive a Torino – commenta Giudici – causerebbe un impoverimento del nostro territorio, sia dal punto di vista occupazionale che economico, da evitare con ogni mezzo istituzionale a nostra disposizione».

(Chiara Lazzati)