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Licenziamenti Panalpina Cerro, «Il governo intervenga subito»

«Il governo intervenga subito sulla proprietà di Panalpina». È il monito del consigliere regionale della Lega Fabrizio Cecchetti in riferimento ai licenziamenti in vista per l'azienda di logistica, con sede a Cerro Maggiore, acquisita dalla danese DSV.

E in attesa che il caso venga preso in considerazione dal Mise e da Palazzo Chigi oggi, mercoledì 27 novembre, è stata presentata una richiesta di audizione, alla Commissione Attività Produttive del Consiglio regionale, delle parti sociali e della proprietà di Panalpina Mondiali Spa. Nel contempo anche Nuccia Berra, sindaco di Cerro Maggiore, è scesa in campo per tutelare i lavoratori cerresi.

La prima mossa di Berra è stata quella di proporre il consigliere comunale Masetti come membro della Consulta Economia e Lavoro dell'Altomilanese: proposta approvata dai sindaci dell'Altomilanese. «Con la mia squadra di governo - afferma con decisione il primo cittadino - abbiamo deciso di intraprendere ogni percorso che potesse aiutare a definire la vicenda col miglior risultato possibile per i lavoratori». 

Se la procedura di liquidazione verrà confermata, sottolinea Cecchetti, sarebbe «grave visto che l'azienda non è nemmeno in crisi e vanta un nutrito pacchetto clienti. Qualcuno a Palazzo Chigi batta dunque un colpo. Dica ai vertici di chiarire che intenzioni hanno e, se del caso, spieghi loro che le regole vanno rispettate: comprese quelle sulla cessazione del ramo d'azienda. Così come vanno rispettati e tutelati i 90 lavoratori di Cerro Maggiore - tra operai e dirigenti - che rischiano il posto di lavoro. Se serve, lo procuriamo noi un traduttore italo-danese». E visto che in questi giorni è stata presentata una interrogazione in proposito Cecchetti si augura che «il Governo comprenda la gravità della situazione. Il tessuto produttivo legnanese e rhodense è già stato massacrato da crisi aziendali e occupazionali. Occorre fare di tutto per evitare l'ennesima ferita al territorio del Nord-Ovest milanese». 

Sulla stessa linea il consigliere regionale della Lega Simone Giudici che, dopo aver protocollato la richiesta di audizione, ha esordito: «Vorrei vederci chiaro e comprendere le motivazioni di questa operazione, verificare la veridicità dei dati riportati ma soprattutto, se le ipotesi sopraesposte fossero confermate, cercare di ragionare insieme per trovare soluzioni alternative. La salvaguardia dei posti di lavoro resta la priorità di Regione Lombardia».

(Gea Somazzi)