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Sciopero alla Panalpina di Cantalupo: lavoratori compatti contro i licenziamenti

C'è ancora tanta, troppa, incertezza per l'80ina di lavoratori di Panalpina, l'azienda di logistica con sede a Cantalupo che è stata acquisita dalla multinazionale danese DSV. L'intenzione dei nuovi arrivati è quella di chiudere il punto della frazione cerrese e mandare avanti la procedura di licenziamento. Solo per 55 su 89 lavoratori cerresi (86, invece, in tutto il gruppo) è previsto il ricollocamento, ma a condizioni differenti e peggiorative rispetto a quelle attuali. Per questo, questa mattina (venerdì 6), è stato organizzato uno sciopero dalle tre sigle sindacali Filt Cgil, Fit Cisl e Uil trasporti davanti ai cancelli di via Zerbi.

Le prospettive che si aprono sono la chiusura della sede di Cantalupo e il trasferimento a Pioltello o in Friuli, ma senza i lavoratori. Tutti gli attuali dipendenti verranno licenziati, ma ne saranno riassunti solo una parte, con contratti e condizioni diversi, come ha spiegato Juri Sbrana della Filt Ticino Olona.

«Riteniamo le proposte formulate dall'azienda insufficienti - ha spiegato Jorge Torre, segretario generale della Camera del lavoro Ticino Olona -. Chiediamo la riduzione degli esuberi, valutando anche percorsi di assunzione nei fornitori di DSV o l'outplacement, un significativo innalzamento delle mensilità per le persone che non trovano una ricollocazione , trovare soluzioni anche per quanto riguarda il trasporto per i lavoratori che verranno ricollocati, oltre che un riconoscimento di indennità di disagio». Proprio queste richieste saranno presentate nell'incontro dell'11 dicembre tra sindacati e proprietà.

(Gea Somazzi con collaborazione Chiara Lazzati)