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Panalpina di Cantalupo, sindacati: «Il sindaco non ci ha ascoltato»

«Il sindaco di Cerro Maggiore è stato informato della messa in liquidazione della società Panalpina?».  A domandarselo con rabbia e ironia sono le segreterie Filt Cgil Ticino Olona, FIT Cisl Lombardia e Uiltrasporti Lombardia insorte oggi, martedì 17 dicembre, per le recenti dichiarazioni del sindaco Nuccia Berra sulla vertenza Panalpina.

      «Abbiamo letto con un certo stupore le dichiarazioni del sindaco di Cerro Maggiore - si legge nella nota firmata dalle tre sigle -, nello specifico: "abbiamo trovato un management capace di ascoltare e di capire le questioni sociali e le eventuali conseguenze negative delle loro scelte sul nostro territorio" e ancora "Abbiamo inoltre affrontato anche il futuro industriale del sito e della nuova entità industriale e anche in questo caso il dott. Gaio ha affrontato un discorso con sguardo lungimirante". Ci domandiamo con stupore se il sindaco sia al corrente della liquidazione della società che, nella migliore delle ipotesi, obbligherà un centinaio di lavoratori tra diretti e indiretti a uscire dal territorio di cerrese e comporterà anche licenziamenti. Facciamo fatica a intravedere lungimiranza in tutto ciò»

Nelle scorse settimane i dipendenti hanno incrociato le braccia davanti ai cancelli dell'azienda di logistica per dire «No» alla scelta della nuova proprietà, la multinazionale danese DSV, che intende chiudere il punto della frazione cerrese e mandare avanti la procedura di licenziamento. I lavoratori con i sindacati hanno poi confermato lo stato di agitazione sino ai primi di gennaio.

«Facciamo fatica a comprendere come il primo cittadino non abbia avuto le necessità di ascoltare il sindacato sulle ricadute sociali di questa vertenza - precisano i sindacalisti -. A noi non interessano le polemiche sterili, a gennaio riprenderà il confronto tra le parti e la difesa dei lavoratori la faremo anche se non supportati dalla politica locale, la nostra forza sono i lavoratori come dimostrato dall'odierna assemblea che ha confermato lo stato di agitazione fino al prossimo incontro del 8 gennaio».

(Chiara Lazzati)