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Verdi :"Non accettiamo salvatori della Patria a scatola chiusa"

Sono cresciuti. Di sicuro, i Verdi sono cresciuti di spessore politico, in competenze e uomini, ma proprio per questa ragione anche loro, adesso, non hanno ancora deciso cosa fare da... grandi e, se qualche mese fa erano decisi a correre da soli nelle prossime elezioni (qui un servizio del mese di luglio), oggi non sembra più così. Ma, attenzione, per dirla con le loro parole, "non faremo la spalla a nessuno..."

Serata interessante in Sala Danadoni, al Circolone, dove Patrizio Vigna, portavoce dei Verdi (a sinistra nella foto), insieme all'arch. Alessandro Rogora, professore ordinario di progettazione del Politecnico milanese, che non ha la tessera del movimento, ma ne muove sicuramente i passi in questa fase preelettorale, ha lanciato un chiaro messaggio a Legnano, definita da Rogora "una città priva di anima, anonima, provinciale. Una città che si illumina solo nei giorni del Palio, con una piazza che copia in piccolo quella di Lione, mostrando così un esagerato provincialismo".

              "Bisogna saper parlare alle persone, il primo impegno, se Legnano vuole avere un futuro" ha spiegato Rogora, indicando poi altri obiettivi, come quelli di "diventare un riferimento nazionale ed europeo sui temi ambientali, di saper valutare i consumi del territorio, di  avere una leadership nella riqualificazione sostenibile del patrimonio edilizio esistente e anche una leadership nella mobilità sostenibile e un'altra nella realizzazione di interventi sociali di partecipazione del costruito". Una città, insomma, leader in ogni ambito della Sostenibilità.

La sfida dei Verdi quindi è "condividere questo sogno, iniziando dalle piccole cose, come ha fatto Patrizio decidendo di scegliere il bus per andare al lavoro, e come stanno ragionando gli amici dei 5 Stelle, con i quali condividiamo questi temi". Una strizzatina d'occhio ai pentastellati interessante, questa, anche se i due movimenti, politicamente, non siano così vicini.

"Non accettiamo salvatori della Patria a scatola chiusa - ha concluso Rogora, con un chiaro messaggio ai politici presenti in sala - , non accettiamo elezioni primarie senza definire un programma. Noi vogliamo confrontarci con le persone e dire: noi vogliamo vivere in maniera totalmente sostenibile e su questo vogliamo costruire la Legnano del futuro". 

Voi che fate, ci state? Sembrava chiedere alla fine il professore ambientalista, chiaro, preciso, conciso nelle sue spiegazioni, ma anche obiettivo sulla domanda-trabocchetto circa un parere sulla futura biblioteca: "Io non la metterei in un parco, preferirei una costruzione esistente, modificandola, ristrutturandola. Sia nuovo che esistente deve essere comunque un edifcio simbolo per un rapprto tra le gente e l'ambiente, Ma non siamo fuori dal mondo reale e sappiamo, come dicono i 5 Stelle (ecco che torna la strizzatina d'occhio agi amici pentastellati, n.d.r.), che esistono anche questioni amministrative non di secondo piano tali da interferire nella nostra indicazione".

Nella foto sopra, lo striscione collocato dai Verdi al Falcone-Borsellino, in segno di protesta nell'agosto scorso (qui il nostro servizio

(Marco Tajè)