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Brumana: "Io mai vice di qualcuno, per realizzare il mio programma"

     (marco tajè) - L'immagine di una campagna elettorale sempre serena e tranquilla non esiste e, se esiste, è falsa. Non fa eccezione nemmeno il confronto tra Franco Brumana (Costituente civica) e Antonio Guarnieri (Legnano cambia). Al di là, infatti, di strette di mano e sorrisi, resta la diversità, il carisma, l'esperienza dell'uno e dell'altro a separare i contendenti, a far sì che entrambi si sentano due leader, non uno secondo all'altro.
Il primo ad uscire allo scoperto è Brumana. Sollecitato quasi ad accettare la sconfitta di domenica prossima e a immedesimarsi già oggi nel ruolo di vice, la sua risposta, comunicataci questa sera, non offre spazio al dubbio: "Mi va bene tutto , ma non di essere il vice di qualcuno per realizzare il mio programma". Taaaac. Stasera, qualche voto in più, per la sincerità dimostrata, l'avvocato lo porta a casa.

Ho 70 anni , sono un avvocato con un suo modesto prestigio professionale , non ho bisogno di soldi , dopo esplorazioni anche solitarie preparo il programma del  CAI  di mountain bike e conduco anche aitanti giovanotti sui sentieri , amo il jazz , ho mille interessi che trascuro , ho tutte le soddisfazioni che desidero, ho creato e dirigo gli amici dell’ Olona e sto ottenendo risultati per il nostro fiume di rilevanza storica dopo un impegno molto faticoso , ho guidato gli avvocati di Legnano , di Rho e di Cassano d’Adda ella battaglia per salvare le sezioni distaccate di tribunale di queste città vincendo una causa contro Livia Pomodoro , presidente del tribunale di Milano , che è stata condannata a rimborsare le spese legali , salvo dover poi soccombere solo per una nuova legge , ho vinto la contesa contro il sindaco per ottenere il giudice di pace a Legnano , ho costretto Centinaio a salvare le due corsie del viale Cadorna , ho creato il comitato legalità , ho avuto un ruolo decisivo nelle dimissioni dei consiglieri e nella caduta di FRATUS , ho inventato Costituente civica con un progetto assolutamente innovativo di civismo ed ho scritto un programma per la città che dopo tre mesi non ha ricevuto alcuna critica. 
Penso di essermi tolto molte soddisfazioni e di non aver bisogno ne’ degli onori ne’ dello stipendio di sindaco. Non ho ambizioni personali insoddisfatte e più volte ho rifiutato di candidarmi a cariche prestigiose.
Potrei stare tranquillo e dedicarmi alle mie molteplici passioni . 
Ciononostante, essendomi innamorato del mio programma , ho deciso di accettare le richieste di alcuni amici e di sopportare il sacrificio di mettermi a disposizione per la candidatura di sindaco . Ora vorrei chiarire che mi va bene tutto , ma non di essere il vice di qualcuno per realizzare il mio programma. Non mi si può chiedere anche il sacrificio di pormi al servizio del mio competitore alle primarie. Se sta battendosi con valore per vincere significa che si ritiene  migliore di me e più capace di svolgere il ruolo di sindaco. Sentimento questo che rispetto e che ritengo legittimo.
Posso immaginare che sia particolarmente contento della mia risposta e se non fosse così mi deluderebbe. Non può proporsi come sfidante e nel contempo lasciar credere di avere bisogno del mio aiuto. Deve esibirsi come autosufficiente,  pechè queste primarie sono vere e non simulate. Non possiamo apparire come mammolette che fanno le piacione per rasserenare i votanti.

Franco Brumana