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Calcio e basket in difficoltà: gli impianti vanno a rotoli

Che la situazione impianti nello sport legnanese sia critica lo si sapeva da tempo, ma ultimamente diversi episodi hanno messo in evidenza non solo la carenza di strutture ma anche la loro gestione, che appare lacunosa. Tante le prese di posizioni in questi giorni di varie società, tutte improntate ad evidenziare come lo stato di campi e palestre sia ai limiti dell’accettabilità se non oltre. E’ un atto di accusa forte quello che si alza da più parti!  

 

    L' Academy Legnano Calcio, «dopo quanto avvenuto ultimamente si riserva di chiedere un danno d’immagine a chi gestisce le strutture sportive che noi utilizziamo». Questo in particolare «dopo gli ultimi fatti avvenuti nella serata di lunedì 3 dicembre dove la nostra squadra juniores è stata impossibilitata a scendere in campo nel recupero contro la San Marco di Busto Arsizio, in quanto al campo Pino Cozzi non era stata tracciata la segnatura del campo e le reti delle porte, essendo rotte, non potevano permettere un regolare svolgimento della gara». «Il direttore di gara, preso atto della situazione - si legge nella nota stampa inviata dalla società -  non ha fatto disputare l’incontro e ne conseguirà la perdita della partita a tavolino con relativa multa. Facciamo notare che avevamo inoltrato regolare mail di avviso data di recupero gara sia al responsabile associazione campi Carlo Cozzi che a Euro.Pa con tanto di risposta positiva da parte dell’associazione. Inoltre vogliamo denunciare lo stato di totale abbandono dell’impianto di via della Pace dove, oltre ad un terreno disastroso a causa di errati interventi, gli spogliatoi sono a dir poco indecenti, con piastrelle riverniciate con tempera e muffa presente in varie zone, con una tribuna oramai da anni non utilizzabile e pericolante. Inoltre al campo di via Parma l’illuminazione esterna del campo è quasi completamente fuori uso con tanto di sacchetti dell’immondizia messi a protezione delle lampade rotte da tempo».

Anche il Legnano Basket Knights si è affidato ad un comunicato stampa «per porre rimedio alla situazione divenuta ormai insostenibile che si sta verificando presso il palazzetto di via Parma, dove da circa due mesi non funzionano le docce». «Oggi - si precisa nella nota stampa - un primo sopralluogo fatto da alcuni tecnici ha evidenziato il problema senza però risolverlo e questo a discapito dell’attività del nostro settore giovanile, dove diversi genitori stanno pensando di portar via i loro figli per evitare loro malanni fisici. Un problema già segnalato a settembre e che si aggiunge ai disagi che continuiamo ad avere presso la palestra delle scuole Bonvesin dove le luci sia in campo che fuori continuano a non essere funzionanti, senza che nessuno intervenga, per non parlare poi della palestra delle scuole Dante Alighieri dove oltre agli spogliatoi ormai divenuti fatiscenti, proseguono le infiltrazioni d’acqua dal soffitto. Anche per la prima squadra stiamo valutando l'ipotesi di trovare un'altra sede per gli allenamenti”.

  Denuncia infine lo stato di degrado del terreno di gioco anche la ACD Folgore Legnano: «Premettiamo che la situazione è leggermente migliorata ultimamente ma solo perché non poteva peggiorare anche se - scrive la società in una nota stampa - tante sono le mancanze di chi gestisce la struttura del Pino Cozzi, a partire dalla manutenzione del terreno di gioco in erba dove è stata buttata della sabbia, cosa che ha reso non drenante il terreno con il formarsi di alcune pozzanghere che rendono inagibile il terreno di gioco stesso. Inoltre la mancata potatura degli alberi dietro la tribuna, cosa da noi più volte chiesta, creerà ai primi geli inevitabilmente una situazione di ghiaccio che non permetterà la disputa delle partite. Oltre a ciò denunciamo l’impossibilità di far allenare i nostri ragazzi di nove, dieci anni sul campetto dietro a quello in erba, per la mancanza di illuminazione, il faro si è bruciato da tempo e nessuno interviene. Inoltre gli spogliatoi più piccoli sono assolutamente inadeguati alle esigenze di squadre che devono far cambiare al loro interno diciotto ragazzi, costringendoli a farlo all’interno della doccia. Da non dimenticare inoltre lo stato dei servizi igienici per il pubblico, da terzo mondo calcistico».

(Sergio La Torre)